domenica 9 luglio 2017

XIV DOMENICA T.O (Anno A)

XIV DOMENICA T.O (Anno A)
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

Carissimi amici,
il Vangelo di questa domenica è di grande consolazione. Gesù ci fa un invito grande e generoso, ci invita ad andare da Lui per trovare il ristoro, il riposo, la tranquillità. 

Siamo nel periodo estivo, nel quale molti di noi, desiderano riposarsi dopo un anno di lavoro o studio. Ma come il corpo e la mente desiderano riposarsi, anche l’anima e lo spirito hanno questo desiderio, ed ecco che l’invito di Gesù è molto appropriato.

Ma cosa significa tutto ciò? In che modo troveremo questo riposo di cui parla Gesù? Per capire questo messaggio, vi racconto un’esperienza che ho fatto in questi giorni. L’esperienza è quella degli esercizi spirituali, ovvero un tempo forte di silenzio, riposo e preghiera. In questo tempo non solo si mette ordine nella vita, ma si fa vera esperienza del ristoro di cui parla Gesù.
Una delle caratteristiche è il silenzio. Fare silenzio significa staccare i contatti con tutto ciò che ci circonda (cellulare, social network, ecc). È nel silenzio che il Signore si manifesta, non nei grandi rumori, nel grande caos (cfr. 1Re 19).  Questo ci permetterà di riposarci anche mentalmente e fisicamente. Molte volte nella Bibbia leggiamo che il Signore si manifesta nel sonno o nei momenti di tranquillità. Un’altra caratteristica è la preghiera, cioè il dialogo aperto con il Signore. Ecco che mettendo insieme queste caratteristiche, possiamo fare vera esperienza del ristoro di Gesù.
L’esperienza degli esercizi spirituali, la consiglio, perché è di grande aiuto!

Poi bisogna fare attenzione ad un altro particolare. Gesù è la giusta alternativa ad una realtà frenetica che stanca ed opprime l’uomo. Prima di questo brano molto consolante, Gesù si lamenta perché le persone non sono mai contente di ciò che hanno. Dice Gesù: «vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. È venuto Giovanni che non mangia e non beve, e hanno detto: ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: ecco è un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori». Ecco allora che l’unico modo per uscire da questa realtà «incontentabile», che stanca ed opprime, è andare da Gesù. Come? Con questa «vacanza spirituale».

Il Signore è l’unico che ci accoglie e consola, che perdona i nostri peccati e ci riempie del suo Amore.
Accogliamo questo suo invito, andiamo da Lui a riposarci.

Nel silenzio del nostro cuore, meditiamo il Salmo 23 (Il buon Pastore).

“Signore, Tu sei il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fai riposare, ad acque tranquille mi conduci. Rinfranchi l’anima mia, mi guidi per il giusto cammino a motivo del Tuo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché Tu sei con me. Il Tuo bastone e vincastro mi danno sicurezza. Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò nella Tua casa, Signore, per lunghi giorni. Amen!”

Buon cammino e riposo nel Signore!




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