Carissimi amici,
oggi la Chiesa è in grande festa perché celebra e ricorda tutti i Santi. E l'intera Liturgia della Parola ci aiuta a vivere in profondità questa giornata.
La prima lettura (Ap 7, 2-4.9-14) ci dice che ci sono 144.000 persone che sono state segnate con il sigillo e una moltitudine che nessuno poteva contare in candide vesti e con rami di palma. Ho fatto una piccola ricerca, aiutato dall'IA, e ho scoperto che ufficialmente la Chiesa ha riconosciuto circa 14.000 Santi. Numero abbastanza lontano dai 144.000 (questa può essere una speranza per coloro che hanno paura che possa finire subito il mondo!) ma è comunque interessante, perché anche se in numeri contenuti, rappresenta in maniera plastica, la nostra realtà, perché ci sono dei Santi ufficialmente riconosciuti (il sigillo) e una moltitudine che nessuno poteva contare, che sono i nostri cari defunti, i quali anche se manchevoli di questo sigillo, sono comunque davanti al trono di Dio.
Chi ci dà questa conferma, è sempre l'Evangelista Giovanni, perché nella seconda lettura (1Gv 3, 1-3) ci dice chiaramente che siamo realmente figli di Dio. E dice: "Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è." Riprendendo l'immagine di Genesi: "E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò". (Gen 1:27).
E in ultimo il Vangelo ci dice che l'essere immagine di Dio non è sufficiente, ma occorre anche un impegno da parte nostra, in quanto siamo cooperatori, insieme a Lui della Salvezza nostra e dell'umanità. E, come spesso accade, quando proviamo a metterci in gioco, qualcuno ci mette i bastoni tra le ruote e noi ci sentiamo tristi e stanchi. Ma Gesù ci mette una mano sulla spalla e ci dice: "Non aver paura! Sei nel pianto? Tranquillo che c'è chi asciuga le tue lacrime. Senti il bisogno di perdonare ma non sei capito? Ho accolto io il tuo perdono. Ti senti perseguitato a causa mia? Sereno, ho preparato il tuo posto accanto a me in Paradiso."
È questa la bellezza delle beatitudini.
L'intera Liturgia oggi ci dice che la santità esiste e che non è riservata a pochi eletti, ma è per tutti. Basta fidarsi e affidarsi al Signore.
Ovviamente con la lucidità e consapevolezza che i santi "sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello" (Ap. 7,14). Non perché Gesù è cattivo e vuole la nostra sofferenza. Ma perché nel mondo, purtroppo, esiste il male che da quotidianamente fastidio.
"Signore, tante volte abbiamo provato a vivere i tuoi insegnamenti, ma non sempre siamo stati accolti con amore. E questo ci porta ad essere tristi e qualche volta demotivati. Aiutaci a non prendere la Speranza e a ritrovare la gioia di sentirci veramente beati e benedetti da te, che sei l'Amore infinito".
Buon cammino.