Carissimi amici,
La liturgia odierna ci dice sostanzialmente che umano e divino devono camminare necessariamente insieme. Non si può essere veri e buoni cristiani solo se viviamo la liturgia o solo se viviamo di filantropia.
E il nostro errore, spesso e volentieri, è proprio questo. Viviamo nei due estremi. Da una parte troviamo coloro che passano parte della loro giornata a battersi il petto in Chiesa, ma totalmente indifferenti alle necessità di una comunità e dall'altra parte troviamo persone che fanno full immersion nel volontariato, ma fregandosene del Signore.
Gesù, come sempre, ci richiama a vivere uno stile di vita più moderato, più "centrale", più equilibrato. Dopotutto lui stesso lo ha pienamente vissuto. Ci ricorda san Paolo in Fil 2 "Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini." In Gesù troviamo divinità e umanità, e questo il suo invito per tutti noi. In ogni nostra azione umana (ovviamente indirizzata al bene) deve corrispondere affidamento nel Signore.
Questo è l'unico modo per rendere la nostra società davvero migliore.
"Signore, nel tuo nome cerco di realizzare il bene agli altri, e sempre nel tuo nome affido la mia fragilità che spesso ferisce gli altri e impoverisce me. Amen!"
Buon cammino.