venerdì 13 aprile 2018

III DOMENICA DI PASQUA (Anno B)


III DOMENICA DI PASQUA (Anno B)
«Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro».

Carissimi amici,
nonostante gli undici e i due discepoli di Emmaus, ne avevano fatto esperienza, ancora non riescono a credere nella risurrezione. Gesù, ancora una volta, si presenta in mezzo a loro e condivide con loro il pane. Ancora una volta è l’Eucaristia, che ci permette di riconoscere il risorto. Ma non è solo l’atto del ricevere l’Eucaristia, è tutto il suo insieme. Gli apostoli erano riuniti insieme, e sempre insieme discutevano e condividevano le loro esperienze precedenti che avevano avuto con il risorto. È in questo contesto, che si inserisce l’Eucaristia, il pane spezzato e condiviso con la comunità. La domenica è il giorno propizio, per ritrovarsi come comunità per parlare e condividere l’esperienza di fede che è illuminata dalla Parola di Dio e alimentata dall’Eucaristia.

Forse, quello che manca oggi, è proprio il ritrovarsi insieme. È triste vedere le chiese quasi vuote, oppure piene solo in alcune rarissime circostanze. Il vivere una liturgia essenziale, ma ben curata, capace di trasmettere la bellezza e la dolcezza dell’Amore di Dio, certamente può aiutare a ritrovare questo contatto intimo con il Signore e con la comunità. Una celebrazione diventa pesante quando non c’è coinvolgimento, quando chi è seduto nei banchi è uno spettatore passivo e l’unica cosa che gli riesce di fare e guardare l’orologio e sbuffare. Eppure non dovrebbe essere così. L’incontro con il Signore, deve essere un momento bello, coinvolgente. Come quando andiamo a trovare un amico e rimaniamo con lui delle ore, chiacchierando e condividendo le esperienze che sono state fatte. Ecco, il ritrovarsi la domenica come comunità, deve essere così. Incontrarsi, salutarsi, raccontarsi, per poi mettere tutto nelle mani di Dio nell’Eucaristia.

No, non è utopia quello che dico. È realizzabile! Dipende da noi, se vogliamo fare questo incontro con il risorto insieme alla comunità. A me piace tantissimo salutare le persone e scambiare una o due battute, soprattutto quando ci si ritrova per celebrare l’Eucaristia. Il giorno della mia ordinazione diaconale, non sono rimasto «ingessato» su quello che si deve o non si deve fare. Ho abbracciato i miei compagni con la semplicità e lo stile, se vogliamo, quotidiano. Creare un clima familiare, all’interno della chiesa, della comunità, è molto importante, e questo i miei parroci di pastorale, lo sanno fare molto bene. Non trasformando la chiesa e la liturgia in un circo, ma facendo vivere alla comunità un momento di incontro e di fraternità con il Signore e con la comunità stessa.

È in quell’incontro che il risorto si presenta, è in quell’incontro che il Signore si dona totalmente a noi, è in quell’incontro che la comunità sperimenta la bellezza dello stare insieme.

Chiediamo al Signore di farci fare questa esperienza di comunità orante, che si ritrova insieme per parlare, per ascoltare e per nutrirsi della Parola di Dio e dell’Eucaristia.

“Signore, grazie perché mi dai la possibilità di incontrarmi con i miei fratelli. Grazie perché mi dai l’opportunità di condividere con loro le esperienze belle e brutte della vita e della fede. Grazie perché ascoltando loro e la tua Parola, mi dai la possibilità di trovare le risposte ai miei dubbi e alle mie incertezze, e grazie, perché nell’Eucaristia, mi fai sperimentare la forza redentrice della Pasqua. Amen!”

Buon cammino!

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