III DOMENICA DI PASQUA (Anno B)
«Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona
stette in mezzo a loro».
Carissimi amici,
nonostante gli undici e i due
discepoli di Emmaus, ne avevano fatto esperienza, ancora non riescono a credere
nella risurrezione. Gesù, ancora una volta, si presenta in mezzo a loro e
condivide con loro il pane. Ancora una volta è l’Eucaristia, che ci permette di
riconoscere il risorto. Ma non è solo l’atto del ricevere l’Eucaristia, è tutto
il suo insieme. Gli apostoli erano riuniti insieme, e sempre insieme
discutevano e condividevano le loro esperienze precedenti che avevano avuto con
il risorto. È in questo contesto, che si inserisce l’Eucaristia, il pane
spezzato e condiviso con la comunità. La domenica è il giorno propizio, per
ritrovarsi come comunità per parlare e condividere l’esperienza di fede che è
illuminata dalla Parola di Dio e alimentata dall’Eucaristia.
Forse, quello che manca oggi, è
proprio il ritrovarsi insieme. È triste vedere le chiese quasi vuote, oppure
piene solo in alcune rarissime circostanze. Il vivere una liturgia essenziale,
ma ben curata, capace di trasmettere la bellezza e la dolcezza dell’Amore di
Dio, certamente può aiutare a ritrovare questo contatto intimo con il Signore e
con la comunità. Una celebrazione diventa pesante quando non c’è
coinvolgimento, quando chi è seduto nei banchi è uno spettatore passivo e
l’unica cosa che gli riesce di fare e guardare l’orologio e sbuffare. Eppure
non dovrebbe essere così. L’incontro con il Signore, deve essere un momento
bello, coinvolgente. Come quando andiamo a trovare un amico e rimaniamo con lui
delle ore, chiacchierando e condividendo le esperienze che sono state fatte.
Ecco, il ritrovarsi la domenica come comunità, deve essere così. Incontrarsi,
salutarsi, raccontarsi, per poi mettere tutto nelle mani di Dio
nell’Eucaristia.
No, non è utopia quello che dico. È
realizzabile! Dipende da noi, se vogliamo fare questo incontro con il risorto
insieme alla comunità. A me piace tantissimo salutare le persone e scambiare
una o due battute, soprattutto quando ci si ritrova per celebrare l’Eucaristia.
Il giorno della mia ordinazione diaconale, non sono rimasto «ingessato» su
quello che si deve o non si deve fare. Ho abbracciato i miei compagni con la
semplicità e lo stile, se vogliamo, quotidiano. Creare un clima familiare,
all’interno della chiesa, della comunità, è molto importante, e questo i miei
parroci di pastorale, lo sanno fare molto bene. Non trasformando la chiesa e la
liturgia in un circo, ma facendo vivere alla comunità un momento di incontro e
di fraternità con il Signore e con la comunità stessa.
È in quell’incontro che il risorto si
presenta, è in quell’incontro che il Signore si dona totalmente a noi, è in
quell’incontro che la comunità sperimenta la bellezza dello stare insieme.
Chiediamo al Signore di farci fare
questa esperienza di comunità orante, che si ritrova insieme per parlare, per
ascoltare e per nutrirsi della Parola di Dio e dell’Eucaristia.
“Signore,
grazie perché mi dai la possibilità di incontrarmi con i miei fratelli. Grazie
perché mi dai l’opportunità di condividere con loro le esperienze belle e
brutte della vita e della fede. Grazie perché ascoltando loro e la tua Parola,
mi dai la possibilità di trovare le risposte ai miei dubbi e alle mie
incertezze, e grazie, perché nell’Eucaristia, mi fai sperimentare la forza
redentrice della Pasqua. Amen!”
Buon cammino!
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