«Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga».
La fede, non è qualcosa di diretto che da un momento all’altro ci trasforma come avviene nei cartoni animati. Ma la fede necessita di un cammino, un lungo cammino.
La vita stessa presenta queste caratteristiche. Gesù fa l’esempio del grano, ma pensiamo alla vita. Dal seme fecondato c’è tutto il tempo della gravidanza e poi del parto.
Riuscire a percepire, quasi a toccare, la presenza di Dio nelle piccole e grandi esperienze quotidiane non è scontato. Dio è sempre presente, solo che noi siamo un po’ incostanti e diffidenti.
Se ripenso al mio rapporto con Dio prima del seminario, mi rendo conto che era molto fragile e fideistico, cioè considerare Dio come colui che risolve tutti i problemi senza il contributo di nessun altro. Passare da un rapporto fragile ad un rapporto molto più costante ed impegnativo, non è stato affatto semplice, ho dovuto “sudare” tanto e dal punto di vista spirituale sono davvero soddisfatto del lavoro che il Signore ha fatto in me. Quali sono stati i passaggi fondamentali?
1) Il desiderio di cambiare;
2) Il coraggio di fare delle scelte (anche sbagliate);
3) La lotta continua contro gli ostacoli;
4) La tenacia e l’umiltà nel rialzarsi ogni volta dalle cadute;
5) I momenti di silenzio e di preghiera;
6) Il tempo.
Un cammino di fede richiede questo, soprattutto il tempo.
Il tempo è la cosa più difficile da gestire. Gesù non ci chiede tanto. Ci chiede di “sacrificare” un po’ del nostro tempo per dedicarlo a lui.
Chiediamo l'aiuto al Signore di far maturare la spiga del nostro cuore.
Buon cammino!
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