venerdì 23 ottobre 2015

XXX DOMENICA T.O. (Anno B)

XXX DOMENICA T.O. (Anno B)
«Cosa vuoi che io faccia per te?»

Se domenica scorsa ci siamo messi dalla parte di coloro che chiedono, oggi proviamo a metterci dalla parte di coloro che danno un qualcosa.
Gesù fa la domanda del “servo”, o meglio, di colui che deve servire. Spesso questa domanda mi piace ascoltarla più che pronunciarla, ma Gesù, che è Dio, non prova vergogna nel formulare questa domanda, lo fa nella logica del servizio, dell’amore.

Mi colpisce l’atteggiamento del cieco. Egli era li per mendicare, chiedere i soldi alle persone che passavano.
Egli conosceva Gesù, sapeva che era importante, poteva chiedergli qualsiasi cosa: ricchezza, potere, fama, ecc. Invece si accontenta di riavere la vista.
Il cieco chiede a Gesù la vista, la dignità. È la fede in Gesù, che lo porta a gridare e a sperare in un futuro migliore, che non è fatto di elemosina, ma di dignità. Quella dignità che manca a chi è senza lavoro, senza una casa, nella piena solitudine.
Papa Francesco continua a dirlo, lo ha detto in terra di Molise, lo ha detto a Scampia (Na)…
All’uomo di oggi non manca il pane, ma la dignità di portarlo a casa, di guadagnarlo onestamente.

La domanda che fa Gesù al cieco, proviamola a farla a chi non ha lavoro, a chi prova un disagio sociale, a chi è solo…
Spesso mi fermo con queste persone, non cercano soldi, cercano una persona capace di ascoltare, di prestare una spalla su cui sfogare il proprio dolore, le proprie preoccupazioni per un futuro incerto.
È Gesù stesso che mi chiede: «Mariano, cosa vuoi che io faccia per te?»


“Signore, una cosa la puoi fare: continua ad amarmi e a perdonarmi. Soprattutto quando resto indifferente ai bisogni di chi mi vive accanto. Mi hai messo alla prova in modo da sperimentare la generosità degli altri e della tua Provvidenza. Una generosità che non viene solo dal portamonete, ma da sentimenti dettati dall’amicizia, dal rispetto, dall’amore. Grazie per avermi messo accanto persone capaci di amare, di sostenere e soprattutto capaci di insegnarmi a vivere il servizio della carità. Una carità fatta nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen!”

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