sabato 27 aprile 2019

II DOMENICA DI PASQUA “Domenica della Misericordia” (Anno C)

II DOMENICA DI PASQUA “Domenica della Misericordia” (Anno C)
«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»

Carissimi amici,
ho scelto questa frase, perché credo che nessuno di noi abbia mai visto il Gesù storico, eppure facciamo un cammino di fede. Secondo Gesù, noi siamo beati. Ed è vero! La fede è un atteggiamento di fiducia nel mistero. Avere fede in qualcosa di ovvio, di scontato, non ha senso. Avere fede significa rischiare, vivere un’avventura, essere pronti a tutto. Avere fede significa credere anche nell’incertezza più oscura. Ma allora perché siamo beati? Perché l’uomo che ha fede, è l’uomo che spera, che vive la vita in chiave positiva, dove il fallimento, la morte non sono l’ultima parola. L’uomo che crede è l’uomo che scorge il piccolo raggio di luce che può illuminare la vita.

Ma a volte la realtà che ci circonda è troppo negativa: la crisi economica, la mancanza di lavoro, la mancanza di valori, ecc. tutte queste cose, sembrano metterci in difficoltà, come è successo a Tommaso. La Passione, la Croce, le persecuzioni, hanno messo in crisi il povero Tommaso, non riesce a credere che dopo tanto dolore e morte, ci possa essere qualcosa di bello come la Risurrezione, eppure la stessa realtà dimostrerà che Tommaso si sbaglia, che noi ci sbagliamo.

Quando mi capita di ascoltare storie davvero difficili e complesse, mi chiedo: «come posso dare un filo di speranza?» Sarà strano, ma mentre ho questi pensieri, mi viene in mente il ritornello di una famosa canzone: «ma il cielo è sempre più blu». Effettivamente è vero. Le nostre giornate spesso sono segnate da nebbia, da piogge, da neve, da tempeste, ma al di sopra delle nuvole c’è sempre il sole e prima o poi tornerà a spendere. Così è anche la nostra vita. Ci saranno tante tempeste, ma non dobbiamo temere, perché prima o poi tornerà a splendere il sole. Le nuvole vanno e vengono, il sole, la luna sono sempre là, pronte a ridare luce alla nostra esistenza.
Cristo è il nostro sole! Cristo è la grande stella luminosa che illumina il nostro cammino! Questa è la speranza cristiana. Ed ecco che siamo davvero beati, perché crediamo che Cristo è al di sopra di ogni tempesta. Cristo è la speranza per una vita migliore, Cristo è il padrone della vita.

Chiediamo al Signore di aumentare la nostra fede e di donarci la forza e il coraggio di gridare al mondo che Cristo è veramente risorto ed è il sole che disperde le nostre tenebre.

San Giovanni Paolo II, ci ha fatto dono di ricordare in questa domenica, la grande ed infinita Misericordia di Dio. Gesù ha avuto misericordia di Tommaso e ha sempre misericordia per ciascuno di noi. È vero, il peccato è sempre davanti a noi (cfr. Sal 50), ma Gesù va oltre il nostro peccato. Vi ripropongo la frase di Santa Teresina di Gesù Bambino sulla Misericordia: «Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini, per sempre manterrei la stessa fiducia, perché so che questa moltitudine di offese non è che goccia d’acqua in un braciere ardente».

“Signore, in questo tempo così difficile, la mia fede è messa a dura prova. Aiutami a credere sempre di più nel tuo Amore e nella tua Misericordia. Io so che Tu sei il mio Signore e il mio Dio. Ti affido tutto me stesso, le mie vittorie e i miei fallimenti. Ti ringrazio perché ogni giorno mi illumini e mi riscaldi con la tua luce.
Signore, abbi Misericordia di me e del mondo intero. Amen!”


Buon cammino!

sabato 20 aprile 2019

DOMENICA DI PASQUA "In Resurrectione Domini"

DOMENICA DI PASQUA "In Resurrectione Domini"
«Donna, chi cerchi?»

Carissimi amici,
Cristo Gesù, è risorto! Alleluia!
La domenica di Pasqua è il culmine del grande evento dell’Amore che Dio dona a noi sue creature. Non basta donare l’Amore (Giovedì Santo), non basta morire per Amore (Venerdì Santo), c’è bisogno di risorgere per amore. Il verbo della risurrezione è “Alzarsi”. Gesù si è alzato da quella che sembrava una sconfitta. Non è rimasto in quel sepolcro buio, chiuso, lontano da tutti, deprimendosi sul perché il suo amato ha rifiutato il suo Amore. Niente di tutto questo! Si è alzato e ha dimostrato al mondo che è possibile amare anche nelle sconfitte, in ogni circostanza, sempre. L’Amore non finisce con una delusione. Gesù è tornato più innamorato di prima, l’esperienza dura della morte gli ha fatto capire che un corpo morto, spento, depresso, non serve a niente e il suo sacrificio d’Amore sarebbe stato dimenticato. Ecco allora che la Risurrezione realizza in pieno il sacrificio della Croce. Mai staccare la realtà della Croce dalla Risurrezione e viceversa. L’una da senso all’altra.

Tutti siamo passati per il Venerdì Santo. Tutti abbiamo sofferto per amore! Quanti “no” abbiamo ricevuto dalle persone che abbiamo amato e che amiamo. Quante volte siamo stati traditi nella fiducia, nella dignità. A questo dolore ci sono due risposte. La prima è quella di rimanere nella sofferenza, deprimendosi, isolandosi da tutto e tutti, pensando e ripensando a quelle situazioni tristi. La seconda risposta è quella di alzare lo sguardo, voltare pagina, riprendere in mano la propria vita, i propri sogni e rincominciare. Per capire quale risposta dare alle nostre delusioni, non dobbiamo essere da soli. Gesù non è rimasto solo in quel sepolcro, il Padre e lo Spirito Santo lo hanno aiutato a scegliere la risposta e Gesù ha scelto la risposta della vita.

Scegliere la risposta della vita, non cancella le ferite della delusione. Gesù, dopo la risurrezione, si è mostrato e si mostra con i segni della Passione. Le cicatrici servono a ricordarci che l’Amore non è solo gioia e bellezza, ma a volte è anche dolore e amarezza. Questo “ricordo” serve a maturare, a crescere, a evitare per quanto possibile di fare gli stessi errori, ma soprattutto, queste cicatrici, ci dicono che se anche l’amore ci ha fatto soffrire, non ci toglierà mai il desiderio di continuare ad amare.

Se noi viviamo la Pasqua in questo modo, allora scopriremo che ogni giorno può essere Pasqua, ogni giorno possiamo risorgere, ogni giorno possiamo amare. Questa è la bellezza della nostra fede!

Nei racconti della Risurrezione, ciò che invade i vari personaggi, è lo stupore. La logica umana prevede che dopo la sconfitta non c’è più nulla. Le donne sono nel pianto e nella desolazione, i discepoli disperati e delusi. Nella logica di Dio, invece, è l’esatto contrario. Dio ancora una volta ci stupisce, ci dona nuovamente il suo Amore, la sua Misericordia e passo dopo passo, come con i discepoli di Emmaus, ci guida verso la bellezza della vita, del Paradiso.


Che questo tempo di Pasqua ci aiuti a risorgere da tutte le nostre delusioni e sconfitte per poter essere uomini e donne che sanno donare e accogliere l’amore. Amen!

Buona festa dell'Amore a tutti!

domenica 14 aprile 2019

DOMENICA DELLE PALME IN PASSIONE DOMINI (Anno C)

DOMENICA DELLE PALME IN PASSIONE DOMINI (Anno C)
«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno»

Carissimi amici,
Entriamo nella Settimana Santa, nella quale siamo chiamati a rivivere i momenti più importanti e fondamentali della nostra vita di fede: la passione, la morte e risurrezione di Gesù.

Sappiamo che il Vangelo di Luca è il Vangelo della Misericordia, quindi anche il racconto della Passione è ricco di messaggi di Misericordia. Innanzitutto Gesù perdona i suoi assassini, senza aspettare che si pentono. Questo ci fa capire come la Misericordia di Dio va oltre ogni nostra logica.
Ma la scena più interessante è il dialogo tra Gesù e i due malfattori. Dal testo del Vangelo, scopriamo che solo ad uno è promesso il Paradiso. Perché? Gesù non ha perdonato i suoi assassini? Non ha perdonato l'adultera senza che lei mostrasse il pentimento? (cf. Gv 8,1-11)

La situazione qui è diversa! Il primo malfattore pretende una salvezza materiale, il secondo chiede una salvezza spirituale. È quello che dicevo domenica scorsa. La Misericordia non esclude la giustizia. Il primo malfattore non voleva restituire per il torto fatto dicendo:«salva te stesso e noi» il secondo malfattore invece riconosce di dover pagare un debito nei confronti della società e dice: «Noi, giustamente […] riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male, Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Molte volte io mi ritrovo nella figura del primo malfattore. Non mi va di fare penitenza, non mi va di risarcire il danno causato. Il secondo malfattore, comunemente chiamato buon ladrone, mi insegna la via della verità e della giustizia.

Questa è la vera Misericordia. Dio perdona sempre, ma ci chiede di accogliere questo suo perdono. Ritorna così l’esempio della fonte d’acqua. L’acqua dalla fonte scaturisce sempre, ma se non metto il bicchiere sotto, non berrò mai quell’acqua! Se noi rifiutiamo questo amore, questo perdono, faremo come il primo malfattore. Se invece accogliamo la Misericordia e Dio e cerchiamo di ripagare i debiti nei confronti della società, in particolare nei confronti dei più deboli e fragili, la salvezza è assicurata. Gesù stesso dice: «Oggi sarai con me in Paradiso».


La Misericordia non è buonismo, ma è un vero atto di carità che si vive nella giustizia. Chiediamo al Signore la forza e l'aiuto di riconoscere i nostri errori e avere il coraggio di fare come il "buon ladrone".

Signore, insegnami a risanare le ferite causate dai miei peccati, allontana da me la tentazione di voler risolvere tutti i problemi con la bacchetta magica, dammi la forza di confessare le mie colpe e confidare nella tua infinita Misericordia. Grazie Signore, perché su quella Croce hai messo anche i miei peccati e li hai cancellati con il Tuo sangue. Signore, abbi misericordia di me. Amen!

Buon cammino!

sabato 6 aprile 2019

V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)

V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)
«Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani».

Carissimi amici,
il Vangelo di questa domenica è molto interessante perché va oltre la frase di Gesù: «chi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». È una frase di autodifesa che noi utilizziamo per difenderci dal giudizio e giustificare il nostro agire. Gesù la utilizza per salvare la legge, salvare la donna e salvare se stesso dal linciaggio che era stato preparato per lui.

La mia attenzione, però, si è soffermata sull'atteggiamento degli scribi e dei farisei. Queste persone vogliono eseguire una legge, non vogliono fare nulla di male, infatti Gesù da il suo consenso ad eseguire la legge. L’unica nota stonata è la provocazione che fanno a Gesù. Ma la frase inaspettata di Gesù e le lacrime della donna, hanno suscitato nel cuore degli scribi e dei farisei, un senso di colpa. Questo senso di colpa li ha condotti ad usare misericordia nei confronti della donna peccatrice, ed è in questo gesto che Gesù concede anche la sua misericordia: «nessuno ti ha condannata […] neanche io ti condanno».
Probabilmente, nel senso di colpa, gli scribi e i farisei,  hanno visto in quella donna i loro peccati, si sono messi al suo posto.

Cerco di spiegare la misericordia da un altro punto di vista, però è necessario premettere e ribadire il concetto che chi sbaglia paga. La misericordia non esclude la giustizia!

Davanti ai fatti di cronaca nera, noi ci mettiamo sempre dalla parte delle vittime giudicando gli altri, dicendo che la Misericordia non è per loro. Per una volta, proviamo a metterci dalla parte dei colpevoli (non per giustificarli perché il male è sempre male) e chiediamoci: «io sono colpevole! Vorrei qualcuno che mi tendesse la mano e asciugasse le mie lacrime?». Questa domanda è davvero la chiave di accesso alla porta della Misericordia e che da un vero senso alla nostra vita.
A questa domanda io rispondo di SI, altrimenti per me non ha più senso vivere! Che futuro ci può essere senza la misericordia, senza qualcuno che tende la mano? La misericordia è la speranza del Paradiso, della vita senza fine! Certo non è così scontato, soprattutto davanti a situazioni difficili e tragiche. Nessuno può sapere come reagiremo davanti a un episodio drammatico, nemmeno il più bravo psicologo o il più santo asceta, perché siamo esseri umani e non robot.
Ed è proprio questa “ignoranza” che ci permette di non escludere la Misericordia. La misericordia non è questione mediatica, ma di coscienza.
Non smetterò mai di dire che Dio va oltre i nostri peccati. Non ci giudica sui peccati, ma sull'amore. Il ladrone si è salvato all'ultimo istante, dopo una vita di peccati, ha aperto il suo cuore a Dio. L’ultima frase del Vangelo «va e non peccare più» non ha reso la donna immacolata, l’unica creatura senza peccato è la Vergine Maria, nessun altro può ottenere questo privilegio. Con questa frase Gesù non esclude la fragilità umana, ma il desiderio e la consapevolezza di voler fare del male. Per comprendere il messaggio di Gesù, dobbiamo sempre discernere la fragilità umana, dalla consapevolezza di voler fare del male. Come la morte naturale dalla la morte dolosa. Guai a chi pensasse che la Misericordia e il perdono sono l’autorizzazione a vivere in maniera dissoluta, pensando che Dio perdona sempre. Dio perdona solo se nel cuore c’è il desiderio vero di voler cambiare. Se manca questo desiderio, non c’è perdono!

“Signore, io desidero limitare i miei peccati. È una lotta continua! A volte mi mancano le forze per continuare questa lotta, ma nel profondo del cuore so che quando cado a terra, scendi Tu in campo a lottare al mio fianco e a rinforzarmi per riprendere il cammino vero la Pasqua eterna nel Tuo Regno. Per Cristo nostro Signore. Amen!

Buon cammino!